Image for post
Image for post

di Giovanni Acerboni

Da oggi, c’è un nuovo sito su Manzoni: https://lnkd.in/dn49GXC.
Mentre lo navigavo rendendomi conto che è per specialisti, pensavo che I promessi sposi è ancora per gli italiani un fatto culturale condiviso, nonostante la scuola faccia del suo meglio per brutalizzarlo.
Un peccato, perché Manzoni sarebbe poi a mio giudizio l’unico o tra i pochissimi scrittori viventi che chi scrive per lavoro potrebbe utilmente rileggere. Infatti, I promessi sposi è una miniera d’oro per lo stile della scrittura efficace (ma in Italia purtroppo siamo vittime del mito dello scrivere bene, fin dalla prima elementare).
Tra le genialità di Manzoni, ne dico due:
* dimostrò che i sinonimi non esistono (ma gli insegnanti non sono stati informati);
* sradicò dalla lingua il verbo al participio presente (ma legislatori e giuristi non sono stati informati. O magari sono rimasti affascinati dall’eccezione del “monti sorgenti dall’acque”).


Image for post
Image for post

di Giovanni Acerboni. Foto di Gerd Altmann da Pixabay

In 24 parole: È una sfumatura la differenza di significato tra ‘misura’ e ‘contromisura’. Ma nella sfumatura c’è una notevole differenza del punto di vista politico.

‘Misura’ è parola con diversi significati a tutti ben noti.

Con il significato di ‘’provvedimento per ottenere uno scopo, per rimuovere un problema’ è tipico da molto tempo nelle leggi italiane.

Sintetizza le azioni che il legislatore stabilisce per contrastare un problema (es. la rapidità della giustizia), per dare un impulso (es. …


Image for post
Image for post

Le regole grammaticali sono sexy solo per gli insegnanti e per chi non sa resistere alla tentazione di far notare gli errori altrui.

Che sono tanti, si trovano facilmente, chiunque li vede.

Fiumi di post su “Qual è” con o senza apostrofo e altri analoghi peli nell’uovo, di cui chi scrive per lavoro non ha bisogno.

I suoi problemi sono altri, meno visibili. Il fatto è che a scuola studiamo la grammatica e le sue regole superficiali, e alla fine è tutto quello che ci convinciamo di sapere sulla lingua.

Le risorse che la lingua ci mette a disposizione per comunicare vanno ben oltre la correttezza formale. …


Image for post
Image for post

di Giovanni Acerboni, foto di Sara Garnica da Pexels

La ricerca di uno stile neutro che conferisca oggettività al contenuto è il primo equivoco dei testi professionali.

Si crede di ottenere l’oggettività dando voce alle cose come se si scrivessero e si facessero da sole, nascondendo chi le scrive dietro l’impersonale, e mettendo in secondo piano chi le fa.

Lo stile che ne deriva ha due caratteristiche principali. La prima è di avere pochi verbi, e per giunta in gran parte:

  • in forma passiva e spesso senza agente (cioè non si indica la persona. Es. …


Foto di David Mark da Pixabay
Foto di David Mark da Pixabay
Foto di David Mark da Pixabay

di Giovanni Acerboni

Elaborando dati ISTAT sui dipendenti, abbiamo stimato che comunicare vale 56 miliardi di Euro all’anno, circa 3 punti di PIL: la metà del fatturato del turismo, venti volte il fatturato del calcio.

E parliamo solo della comunicazione interna e tra organizzazioni (sono escluse la comunicazione delle imprese al cliente e delle pubbliche amministrazioni ai cittadini).

Poiché comunicare è vitale e indispensabile, come trovare gli sprechi?

Ciò che costa è soprattutto il tempo di lettura, che va in gran parte sprecato:

  • quanti titoli promettono più di quello che i testi mantengono?
  • quanti concetti oscuri dobbiamo rileggere o farci spiegare? …

Image for post
Image for post

di Giovanni Acerboni e Ida Tucci

Molti si chiedono se l’emergenza sanitaria produrrà qualche cambiamento nella lingua. Diamo tre risposte, delle quali la più importante è l’ultima.

  1. Il lessico

Partiamo dalle parole, che richiamano immediatamente l’attenzione di tutti e che sono l’aspetto più evidente della lingua.

Durante l’emergenza, tutti noi abbiamo notato parole nuove o che sono suonate come nuove. Rimarranno stabilmente? Entreranno dell’uso comune?

Premettiamo la ‘regola’, che è molto semplice: l’uso vince. Il lessico è democratico, il suo destino dipende da noi.

Dal canto loro, le parole sono organismi in evoluzione:

  • nascono quando qualcuno ne inventa una nuova e qualcun altro la legge o la…


Image for post
Image for post

Le tecnologie e la lingua comune: il cappuccino non si fa mettendo il latte nella moka

di Giovanni Acerboni, Carlo Bonadonna, Ida Tucci

In due righe

Aiutare chi scrive a farsi capire da chi legge: l’ultima frontiera della tecnologia per l’ultimo problema della lingua.

La lingua comune

La radio e la televisione hanno contribuito in modo decisivo a diffondere la lingua italiana in anni in cui l’analfabetismo e l’uso esclusivo del dialetto riguardavano il 90% degli italiani.

Per secoli, la lingua italiana non era stata e non aveva avuto la necessità di essere una lingua di comunicazione. …


Image for post
Image for post

Misurazioni della chiarezza di normative, informative professionali e informative ai cittadini

Come Writexp e Lablita possono aiutare le istituzioni e i cittadini a capirsi meglio

di Giovanni Acerboni (Writexp) e Alessandro Panunzi (Laboratorio Lablita — Università di Firenze)

28 aprile 2020

La comunicazione è un fattore chiave contro il Covid 19.

Writexp con la partnership del Laboratorio Lablita dell’Università di Firenze ha messo a disposizione un supporto linguistico e sviluppato una metodologia scientifica di analisi delle normative, delle informative professionali e delle informative ai cittadini che prescinde da qualsiasi valutazione politica.

La metodologia della misurazione

Noi analizziamo la forma, ci occupiamo del come: rispettiamo tutti i tecnicismi giuridici, non discutiamo il contenuto, non entriamo nel merito del che cosa. L’effetto di un buon come è di rendere più facilmente comprensibile il che cosa. Questo è lo scopo del nostro progetto: aiutare le istituzioni a rendere i contenuti più chiari possibile. …


Image for post
Image for post

Scrivere norme chiare è possibile.

Misurazioni linguistiche sul Decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19 e la sua riscrittura

di Giovanni Acerboni e Beatrice Branchesi

2 aprile 2020

I provvedimenti di questi ultimi giorni hanno messo in luce il divario tra l’intento di comunicazione delle disposizioni e quanto poi viene percepito e attuato dai cittadini.

La comunicazione normativa è come il primo acino di un grappolo rovesciato. Se l’acino è sano = chiaro, tutto il grappolo è sano. …


Il valore della chiarezza nell’emergenza sanitaria

di Giovanni Acerboni

25 marzo 2020

Ispirato a Non ci resta che piangere di Benigni e Troisi, gira in rete un simpatico meme sulle oscurità del modello di Autodichiarazione diffuso il 23 marzo dal Ministero dell’Interno:

Image for post
Image for post

Lo dice anche Sabino Cassese, pioniere della chiarezza del linguaggio delle amministrazioni quando era Ministro della Funzione pubblica (1994), nell’editoriale Coronavirus: il dovere di essere chiari pubblicato il 24 marzo sul “Corriere della Sera”:

“chi deve portare fuori il cane e non sa quanto può allontanarsi dalla sua abitazione, avrà il tempo di procurarsi tutte le norme, leggerle, porle a raffronto, consultare un avvocato, per decidere cosa fare?”

About

Writexp

L’editor che rilegge al tuo posto, trova frasi e parole da semplificare e spiega come (www.writexp.com)

Get the Medium app

A button that says 'Download on the App Store', and if clicked it will lead you to the iOS App store
A button that says 'Get it on, Google Play', and if clicked it will lead you to the Google Play store