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Il secondo equivoco della scrittura professionale: la correttezza grammaticale

Le regole grammaticali sono sexy solo per gli insegnanti e per chi non sa resistere alla tentazione di far notare gli errori altrui.

Che sono tanti, si trovano facilmente, chiunque li vede.

Fiumi di post su “Qual è” con o senza apostrofo e altri analoghi peli nell’uovo, di cui chi scrive per lavoro non ha bisogno.

I suoi problemi sono altri, meno visibili. Il fatto è che a scuola studiamo la grammatica e le sue regole superficiali, e alla fine è tutto quello che ci convinciamo di sapere sulla lingua.

Le risorse che la lingua ci mette a disposizione per comunicare vanno ben oltre la correttezza formale.

Insegno a scrivere da vent’anni e fondo il mio metodo sulla pragmatica, che è la scienza che studia quanto il contesto determini la comunicazione, il significato e la comprensione.

Esempio. Quando entri nella sala d’attesa del medico, chiedi: “Chi è l’ultimo?”. Nessuno risponde: “Tu”.

La grammatica non ci serve a niente per analizzare e spiegare questo meccanismo comunicativo.

Definire il contesto è fondamentale per capire la comunicazione professionale che, se estrapolata dal suo contesto, è incomprensibile anche quando appare formalmente semplicissima.

Esempio da una voce di Glossario che definisce “dato destagionalizzato”: “Il dato destagionalizzato è il dato depurato dalla stagionalizzazione”.

La frase è corta, semplice. Ma se non sai che cos’è la stagionalizzazione, buona notte.

La gran parte delle incomprensioni non è generata dalla formulazione del messaggio ma dalla inadeguatezza delle informazioni.

Anzi, la formulazione è infelice proprio dove il contenuto è gestito approssimativamente.

Sto misurando l’entità della questione con i clienti che usano l’Editor Writexp. I clienti sono gli unici che sanno che cosa devono dire, che cosa volevano dire. Writexp li aiuta a dirlo in modo più semplice. La cosa interessante è che quando Writexp segnala una frase contorta, c’è spesso un contenuto gestito male, un’informazione mancante, un collegamento fuorviante tra due informazioni ecc.

Esempio: una FAQ sulla riapertura post Covid dei centri estivi per bambini (in grassetto le espressioni segnalate da Writexp come complesse):

Domanda: L’adulto di riferimento per il gruppo di minori può essere sia una figura professionale che una figura volontaria?

Risposta: L’Ordinanza in vigore disciplina la presenza di volontari in relazione alla determinazione dell’età minima escludendo che possano assumere tale ruolo i minori che non abbiano ancora compiuto il sedicesimo anno di età. L’Ordinanza dispone altresì che il coinvolgimento di volontari di età superiore o pari a 16 anni, e minori di 18, avvenga con la supervisione del responsabile del centro estivo, ad esclusione delle attività rivolte alla fascia di età 0–3.

Errori grammaticali non ce ne sono, ma la risposta non risponde “Sì” o “No” come richiesto dalla domanda. Per capire se sì o no, bisogna leggere. E poi rileggere.

La prima frase è un garbuglio di problemi:

  1. il contenuto (che i volontari devono avere almeno sedici anni) non solo è formulato in modo contorto, ma non è nemmeno richiesto dalla domanda;
  2. i volontari sono definiti “minori”, ma nella domanda “minori” si riferiva ai bambini. Ciò crea ambiguità di senso.

La seconda frase:

  • ripete le informazioni sull’età dei volontari;
  • non è chiara: i volontari sono esclusi dalle attività con i bambini tra zero e tre anni o possono assisterli senza la supervisione del responsabile?

In sintesi: un editor intelligente come Writexp suggerisce di semplificare frasi complesse. Rileggendole e riflettendo meglio su quel che aveva scritto, l’autore scopre difetti non solo di formulazione ma, appunto, di contenuto. La riscrittura è semplice:

Sì. L’Ordinanza precisa che i volontari debbano avere almeno sedici anni. E se ne hanno meno di 18, la supervisione del responsabile del centro estivo:

  • è necessaria per le attività con i bambini da tre anni in su;
  • non è necessaria per le attività con i bambini da zero a tre anni.

Mettere in fila secondo logica le informazioni è un lavoro difficile e faticoso. Ci vogliono conoscenze specialistiche sulla materia, da spremere nel messaggio in pochi minuti, tra una telefonata e una riunione.

Non si può pretendere che un redattore formuli chiaramente il contenuto mentre lo sta pensando.

Sorretto solo dalle regole grammaticali, gli viene di scrivere frasi complesse, perché il contenuto è complesso.

Due semplificazioni nello stesso tempo sono troppe.

Writexp serve a scrivere chiaro e semplice, perché lascia in pace l’autore mentre pensa ai contenuti e solo dopo lo guida a trovare una lingua di comunicazione efficace.

Written by

L’editor che rilegge al tuo posto, trova frasi e parole da semplificare e spiega come (www.writexp.com)

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