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Manzoni e la lingua di comunicazione

di Giovanni Acerboni

Da oggi, c’è un nuovo sito su Manzoni: https://lnkd.in/dn49GXC.
Mentre lo navigavo rendendomi conto che è per specialisti, pensavo che I promessi sposi è ancora per gli italiani un fatto culturale condiviso, nonostante la scuola faccia del suo meglio per brutalizzarlo.
Un peccato, perché Manzoni sarebbe poi a mio giudizio l’unico o tra i pochissimi scrittori viventi che chi scrive per lavoro potrebbe utilmente rileggere. Infatti, I promessi sposi è una miniera d’oro per lo stile della scrittura efficace (ma in Italia purtroppo siamo vittime del mito dello scrivere bene, fin dalla prima elementare).
Tra le genialità di Manzoni, ne dico due:
* dimostrò che i sinonimi non esistono (ma gli insegnanti non sono stati informati);
* sradicò dalla lingua il verbo al participio presente (ma legislatori e giuristi non sono stati informati. O magari sono rimasti affascinati dall’eccezione del “monti sorgenti dall’acque”).

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